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Galleria fotografica 2022 - Gita sociale a Città della Pieve e all'antico eremo di la Scarzuola - 01/10/2022

2022 - Gita sociale a Città della Pieve e all'antico eremo de la Scarzuola - 01/10/22 - pubblicato il 06/10/2022



Gita Sociale a

Città delle Pieve e “La Scarzuola” 

Sabato 01 Ottobre 2022

Programma

Visita guidata:

-Città delle Pieve con i suoi magnifici affreschi        

cinquecenteschi del “Perugino

-     Antico eremo francescano de “La Scarzuola”

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Partenza alle ore 7:30 (piazzale fontanina davanti al COTRAL) 

Rientro a Palombara alla ore 21:00

 

Relazione

di Angelo Gomelino

Dopo la settimana di soggiorno ad Ischia ad inizio marzo, questa è stata la prima gita che l’Associazione ha organizzato in questo anno, avvalendosi dei servizi dell’agenzia turistica “Fenua Srl “che fa capo al socio Jean Pierre Panunzi.

La proposta ha riscontrato il favore dei soci visto il grande numero dei partecipanti, ben 47: una bella dimostrazione di sano svago e di voglia di aggregazione.

Massima puntualità per la partenza alle ore 7,30, viaggio tranquillo con sosta “idraulica” e colazione durante il viaggio, poi in perfetto orario arrivo a Città della Pieve.  Ad attenderci c’era la guida, la signora Bianca (questo il nome) che,  dopo una breve presentazione storica della cittadina umbra al confine della Toscana, ci ha condotti a vedere, nell’Oratorio di S. Maria dei Bianchi, lo splendido affresco del 1504 de l’Adorazione dei Magi   opera dell’artista Pietro Vannucci, detto il Perugino, del quale in seguito nel Duomo  abbiamo potuto ammirare i preziosi quadri de la Madonna in gloria con i Santi del 1514, nell’abside alle spalle dell’altare, e il Battesimo di Cristo in una cappellina laterale dove c’è anche un quadro dov’è ritratto il pittore,  autore insigne che ha lasciato in eredità alla sua città natale opere di così alta arte pittorica cinquecentesca. Poi una breve passeggiata tra le ordinate e pulite strade cittadine tra edifici religiosi e civili costruiti con il tipico laterizio locale, dalle sfumature che variano dal rosa chiaro ad una tonalità più scura. Non poteva mancare il passaggio al Vicolo delle Baciadonne, uno dei più stretti d’Italia, appena 50 cm nel punto più limitato, che ci ha introdotto in un belvedere che si affaccia negli ampi e verdeggianti panorami del paesaggio umbro. Subito dopo una rapida visita al Palazzo Crogna, la più importante dimora signorile della città che custodisce gli affreschi del pittore manierista Nicolò Circignani detto il Pomarancio. Qui, per ragioni di tempistica, la nostra visita è stata limitata solo al portico d’ingresso, Un vero peccato perché non abbiamo potuto ammirare la Sala del Governatore e tutto il primo piano del palazzo. Una rapida escursione ai resti della Rocca ha concluso la visita alla città.

Ad attenderci però c’era la trattoria Serenella, dove è stato consumato un abbondante pranzo a base di gnocchetti all’aglione, un piatto tipico ed apprezzato da tutti i gitanti.

Un gentile gesto, ben gradito, è stato quello della socia Giovannina Baldino che ha offerto a tutti gli amici un cin-cin di prosecco per i suoi 50 anni di vita a Palombara Sabina, vissuta tra il lavoro all’Ospedale SS. Salvatore e la famiglia.

Nel primo pomeriggio partenza per raggiungere la Scarzuola, l’antico convento fondato da San Francesco d’Assisi nel 1218 tra i boschi del Comune di Montegabbione in provincia di Terni. Un viaggio tranquillo fino ad un bivio dove, su indicazione del navigatore satellitare, il bravo autista ha preso la strada sterrata a destra. Dopo alcuni chilometri l’autobus ha dovuto superare con alcune manovre dell’autista una strettoia in curva fra due fabbricati.  Superato l’ostacolo, però, l’autobus si è dovuto arrestare per il forte restringimento della strada con un evidente pendenza verso un podere agricolo più in basso. Tutti, abbastanza spaventati, sono scesi dal pullman per proseguire l’ultimo tratto del percorso di circa 800 metri a piedi, mentre un gruppetto di una decina di soci è rimasto a dar manforte al povero autista, che da solo non sarebbe mai riuscito a tirarsi fuori da quella complicata situazione, facendo retromarcia da solo. Con non poche difficoltà e grazie all’aiuto dei volontari rimasti, la situazione alla fine è stata felicemente risolta … con buona pace di tutti per il rientro serale a Palombara. Un’avvisaglia dell’insospettabile sorpresa della visita guidata alla Scarzuola.

Purtroppo per il ritardo accumulato, il gruppo ha dovuto attendere per più di una buona mezz’ora l’ingresso, perché nel frattempo era stato introdotto un altro gruppo di visitatori.

Una volta entrati all’interno dell’area conventuale l’impressione è stata eccellente: un bel prato ben tenuto con le edicole delle stazioni della “Via crucis” tutt’intorno e la piccola costruzione del convento sul fondo con, nella parete di destra, un affresco di San Francesco in levitazione. 

Ma la grande sorpresa era lì a portata “di piedi” e sì, perché dopo una breve presentazione sulla storia del complesso da parte del proprietario, Marco Solari, il gruppo è stato introdotto nella parte sottostante, una valletta erbosa ben tenuta con un ampio anfiteatro contornato da tutta una serie di costruzioni. Una riproduzione di quella che il suo primo proprietario, l’architetto milanese Tomaso Buzzi (1900-1981) concepì come la “Città ideale” che iniziò a costruire nel 1958 e fino al 1978. Una macchina teatrale con ben 7 teatri che culmina nell’Acropoli; una molteplicità di edifici, tanti simboli e segreti. Un complesso architettonico che può essere così riassunto: il convento francescano, la città sacra e le fabbriche buzziane, la città profana. Tutto questo raccontato in più di un’ora da Marco Solari, che è stato descritto in alcune recensioni di vecchi visitatori «come un personaggio surreale, onirico, spesso irriverente nei riguardi dei visitatori… alla fine conviene allontanarsi, non ascoltarlo e procedere alla visita per proprio conto», mentre altri hanno scritto di lui come:«… un grande alchimista delle parole … un’esperienza unica da fare obbligatoriamente, per un’ora ci si dimentica di essere reali e diventiamo materia di sogni». Questo il commento del socio Ludovico Tonchei su Marco Solari: «Personaggio unico, perfettamente in sintonia con l’ambiente surreale in cui guida i visitatori. La sua presenza e le sue parole arricchiscono il sito di intense suggestioni» 



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