Palombara Sabina (RM)



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Galleria fotografica 2017 - Trekking urbano - 05/11/2017

2017 - Trekking Urbano - 05/11/2017. - pubblicato il 23/10/2017



 TREKKING URBANO 

Domenica 5 novembre 2017 – ore 9,00

Raduno a Piazza IV Novembre – Chiesa di San Biagio

con arrivo alle ore 12,00 a Santa Maria del Gonfalone

 

Un’interessante manifestazione organizzata dalle Associazioni

LA TERRAZZA DELL’INFANZIA E LA PALOMBELLA

dal suggestivo titolo

LA CITTA’ INVISIBILE

Conoscenza, coscienza e responsabilità 

Alla scoperta della Palombara Sabina medievale

tra storia, cultura, evoluzione urbana

e … gradevoli sorprese 

La partecipazione è a titolo gratuito ed è aperta a tutti  

 

Segnalare la partecipazione alla Segreteria Trekking Tel n. 0774637405

Martedì e Giovedì dalla ore 9,30 alle ore 12,30

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di Giuseppe Passacantilli

“Ma la città non dice il suo passato, lo contiene come le linee d’una mano, scritto negli spigoli delle vie, nelle griglie delle finestre, negli scorrimano delle scale, nelle antenne dei parafulmini, nelle aste delle bandiere, ogni segmento rigato a sua volta di graffi, seghettature, intagli, svirgole.”

ITALO CALVINO.

  C’è un sottile velo che separa di norma il “guardare” dal “vedere”. Una differenza che supera i confini della semantica spingendosi fin dentro la sfera dei sentimenti e del sentire sensoriale. Probabilmente oggi siamo molto più inclini a “guardare” piuttosto che a “vedere”, quale azione veloce, semplice ed anche di autodifesa, in un certo senso, di fronte all’imponente flusso di informazioni che ci investe quotidianamente in quanto “connessi”. Il più delle volte, quindi, siamo portati in maniera del tutto inconsapevole a comprimere spazio e tempo in una falsa rappresentazione di comodo, dentro la quale anche la complessità della globalità rischia di divenire banale contrazione in un non luogo della coscienza distante dalla comprensione.

  Il “vedere” richiede invece impegno nell’osservazione e nell’elaborazione. Un’azione molte volte rivelatrice che conduce ad una presa di coscienza rispetto a quanto ci colpisce in senso simbolico e materiale. Un transito dall’indifferenza al condizionamento che produce il conoscere. Avvenimento che comporta, in senso figurato e non, una sorta di responsabilizzazione dell’individuo.

  L’iniziativa di Trekking Urbano, provocatoriamente intitolata “La Città Invisibile”, promossa il 5 novembre a Palombara dalle Associazioni La Terrazza dell’Infanzia e La Palombella, nascondeva, dietro il suggestivo percorso, proprio questi elementi di riflessione. Un piccolo esperimento sociale, se si vuole, attraverso il quale recuperare l’abitudine a sollevare il velo dell’indifferenza partendo da ciò che ci circonda, in questo caso il proprio Paese.

  Nel corso della mattinata, 8 accompagnatori hanno guidato la schiera dei partecipanti, i così detti trekkers, lungo le 22 tappe che componevano il cammino, alternandosi nella narrazione delle vicende storiche, dell’evoluzione urbana, delle immagini di costume di un Paese che si nasconde. Direttamente nei luoghi in cui gli eventi si compivano. I temi trattati, frutto di un’intensa attività di ricerca ad opera delle due associazioni, propedeutica all’iniziativa, avevano lo scopo di catapultare gli intervenuti dentro le varie epoche, attraversate come funamboli della storia, che hanno avuto in Palombara un meraviglioso elemento scenografico: mura, vie, monumenti, edifici, panorami che quotidianamente ci osservano e che colpevolmente non siamo in grado di “vedere”. Un risultato raggiunto a giudicare dall’entusiasmo manifestato da tutti i partecipanti al termine della passeggiata, conclusasi con un rinfresco a base di bruschetta ed olio di oliva ancora fresco di frantoio, il frutto per antonomasia da queste parti insieme alle cerase, nei giardini dell’oratorio del Paese nei pressi della Chiesa di Santa Maria del Gonfalone. Si è partiti invece da San Biagio, Chiesa principale e probabile punto di origine della cittadina, passando per gli Ottaviani, primi signori del feudo, i Savelli, a cui si legano i destini locali fino al 1600 inoltrato, attraversando nella splendida cornice del borgo, tutta l’età medioevale fatta di sangue, potere, gloria, miseria ed orgoglio. Dagli imperatori al processo ai Templari, dai Papi Onorio III e IV alle esecuzioni di Mastro Titta, dalle famiglie, di cui ancora oggi si riconoscono i cognomi, all’amore tra la Palombella, giovane concittadina, ed il celebre scultore francese Jean Baptiste Carpeaux. Una prima fase in cui non sono mancati dei veri e propri momenti di magia quando le melodie prodotte dall’Orchestra Savelli, celati ai bordi del vecchio corso (via Giacomo Matteotti), tenendo fede ai concetti di invisibilità e scoperta, hanno accarezzato le orecchie e l’anima dei partecipanti e delle persone che risiedono nella vecchia Palombara. Si è usciti quindi dalla protezione incantata del borgo per catapultarsi in epoca risorgimentale ed unitaria, quando le vedute si allargano e con esse il Paese, lungo un tracciato contemporaneo in cui l’acqua rappresenterà l’elemento che, insieme all’avvento del gas, determinerà cambiamenti radicali nelle abitudini e negli stili di vita della popolazione, ridefinendo i luoghi della socializzazione. Verranno a questo punto meno i forni popolari. Si ridisegnerà l’economia locale, fino alla fine degli anni ’50 prettamente rurale. Si dismetterà il lavatoio pubblico, la splendida “Fonte”,  oggi inspiegabilmente rinchiusa dentro un fatiscente edificio insieme alla sua memoria ed il suo valore in termini di socializzazione ed incontri che in essa avvenivano. Ad aspettare gli ignari trekkers, in questa zona c’era il fantasma di un anziano signore di inizi novecento interpretato magistralmente da Cesare Del Mirani, giovane attore, che con fare simpaticamente “indiscreto” ha intrattenuto con ameni aneddoti, tra verità e leggenda, gli sbigottiti passanti.

  Perché il Trekking Urbano è stato soprattutto questo: incontro. D'altronde nella definizione stessa di Associazione è insita la volontà di mettere insieme, di far incontrare persone per raggiungere comuni obiettivi di cui prendere coscienza. E’ così che la passeggiata si è fatta gioco sociale. Quando i compagni di questo insolito cammino sono diventati essi stessi, tra di loro, elementi di incondizionato interesse. Quando nel camminare insieme si è iniziato a conoscere e a conoscersi divenendo irrimediabilmente responsabili gli uni degli altri così come dei luoghi e della memoria di un Paese che, anche se fin a quel momento estranei, hanno sempre fatto parte di noi. Astrazioni mentali che si addicono squisitamente sia alla mission culturale de La Palombella quanto agli impegni solidaristici de La Terrazza dell’Infanzia, laddove conoscere l’altro, rappresentato in questo ultimo caso dai bambini della Pediatria di Kimbondo (Repubblica Democratica del Congo), significa divenirne responsabili. Perché quando si inizia a “vedere” non si riesce più ad essere indifferenti.  



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